{"componentChunkName":"component---src-templates-pagina-foglia-completa-template-en-jsx","path":"/en/pagina-base/la-pianificazione-nazionale-di-emergenza-il-rischio-vulcanico-i-campi-flegrei/","result":{"data":{"node":{"title":"La pianificazione nazionale di emergenza per il rischio vulcanico per i Campi Flegrei","field_titolo_esteso":"La pianificazione nazionale di emergenza per il rischio vulcanico per i Campi Flegrei","drupal_internal__nid":900018226,"field_data":"2026-03-06T16:07:17+01:00","field_id_contenuto_originale":900018225,"field_categoria_primaria":"pagina","field_streaming_homepage":false,"field_link":null,"body":{"processed":"
Negli ultimi anni si è provveduto ad aggiornare la pianificazione nazionale per il rischio vulcanico ai Campi Flegrei. In particolare, sulla base degli studi della Comunità scientifica, sono stati ridefiniti scenario eruttivo, Zona rossa (esposta all’invasione di flussi piroclastici) e Zona gialla (interessata da ricaduta di cenere), attraverso il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016. Tale ridefinizione è stata preceduta da una fase di condivisione e concertazione tra Dipartimento della protezione civile, Regione Campania e Comuni interessati.
\nLe attività di pianificazione sono state sviluppate sulla base degli indirizzi del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015 “Indicazioni inerenti all’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona rossa» dell’area vesuviana”, valide anche per l’area dei Campi Flegrei.
\nNel 2019 è stata organizzata l’esercitazione nazionale “Exe Flegrei 2019”, durante la quale sono state testate le procedure e la strategia operativa ipotizzata nella pianificazione nazionale, utili anche alla rimodulazione di alcune scelte operative relative all’allontanamento della popolazione dalla Zona Rossa.
\nNel 2024, anche a seguito dell'intensificarsi della crisi bradisismica che ha interessato l'area dei Campi Flegrei a partire da settembre 2023, si sono svolte sul territorio altre tre esercitazioni: le prime due (22 aprile 2024 e 25-26 giugno 2024) finalizzate alla verifica degli elementi contenuti nel Piano speditivo di emergenza per l’area del bradisismo (ex art. 4 DL 140/2023) e una terza (9-12 ottobre 2024) dedicata al test della pianificazione nazionale per il rischio vulcanico ai Campi Flegrei.
Il 5 e 6 novembre 2025 nel Comune di Napoli è stata organizzata una nuova esercitazione di protezione civile che rappresenta il completamento dell’esercitazione nazionale che si è svolta in Campania dal 9 al 12 ottobre 2024.
I livelli di allerta per i Campi Flegrei sono definiti attraverso i seguenti aspetti:
\nI livelli di allerta giallo e arancione prevedono ciascuno una suddivisione dello stato del vulcano in termini di disequilibrio crescente da debole fino a molto forte.
\nIl passaggio da un livello di allerta al successivo è stabilito sulla base delle variazioni dei parametri monitorati e di eventuali fenomeni in corso.
\nIn considerazione delle fenomenologie e delle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di Competenza, il Dipartimento della protezione civile dichiara i livelli di allerta in stretto raccordo con la struttura di protezione civile della Regione Campania, sentito il parere della Commissione Grandi Rischi - Settore Rischio Vulcanico.
\nLe conseguenti azioni che devono essere intraprese dal Servizio Nazionale della Protezione Civile sono definite nelle fasi operative di attenzione (fase operativa 1 e 2), preallarme (fase operativa 1 e 2) e allarme. Le fasi di preallarme e allarme sono dichiarate dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
\nDecreto del Capo del Dipartimento n. 3236 del 30 ottobre 2025 - Approvazione dei livelli di allerta per il vulcano Campi Flegrei e delle prime indicazioni operative
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\nDa uno studio probabilistico effettuato - che ha considerato gli ultimi 5 mila anni di attività dei Campi Flegrei - è emerso che, in caso di riattivazione del vulcano, si avrebbe circa il 95% di probabilità che si verifichi un’eruzione minore o uguale a quella di taglia media. Pertanto l’aggiornamento della pianificazione nazionale di protezione civile si basa su questa tipo di eruzione che prevede i seguenti fenomeni:
\nIn aggiunta, ai Campi Flegrei possono verificarsi particolari fenomeni esplosivi legati al coinvolgimento di acqua esterna, noti come esplosioni freatiche, in aree con intensa attività idrotermale (area Solfatara/Pisciarelli), o dove esistono attualmente significative disponibilità di acqua superficiale, quali ambienti lacustri (Agnano), laghi intra-craterici (Averno) e mare (Golfo di Pozzuoli).
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\nLa zona gialla è l’area, che in caso di eruzione è esposta alla significativa ricaduta di ceneri vulcaniche. Per quest’area potrebbero essere necessari allontanamenti temporanei della popolazione che risiede in edifici resi vulnerabili o difficilmente accessibili dall’accumulo di ceneri Nella zona gialla ricadono i Comuni di Villaricca, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Melito di Napoli e Casavatore e 24 quartieri del Comune di Napoli: Arenella, Avvocata, Barra, Chiaia, Chiaiano, Mercato, Miano, Montecalvario, Pendino, Piscinola, Poggioreale, Porto, San Carlo all’Arena, San Ferdinando, San Giovanni a Teduccio, San Giuseppe, San Lorenzo, San Pietro a Patierno, Scampia, Secondigliano, Stella, Vicaria, Vomero e Zona Industriale. Nell'area vivono oltre 800mila abitanti.
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\nAlla dichiarazione di “allarme” invece tutta la popolazione deve abbandonare la zona rossa e può scegliere di farlo in modo autonomo o assistito. Il tempo complessivo stimato per questa operazione è di 72 ore (3 giorni), così articolato:
\nPer chi sceglie di essere assistito è stato definito uno schema di gemellaggio che prevede il trasferimento della popolazione dei Comuni in zona rossa nelle Regioni e Province autonome italiane. In questo caso, lo spostamento assistito delle persone dalle “Aree di attesa”, definite nel Piano di protezione civile di ogni Comune, alle “Aree di incontro”, individuate fuori dalla zona rossa, avverrà con pullman messi a disposizione dalla Regione Campania. Il loro successivo trasferimento verso i “Punti di prima accoglienza” nelle Regioni e Province autonome gemellate è previsto con modalità diverse (pullman, treni o navi) a seconda delle destinazioni, per limitare il carico sulle infrastrutture di mobilità e i disagi alla popolazione.
\nChi sceglie di spostarsi autonomamente, con il proprio mezzo di trasporto, dovrà seguire solo i percorsi stradali di uscita dalla zona rossa stabiliti nel Piano di allontanamento. Chi sceglie la sistemazione alternativa fornita dallo Stato dovrà proseguire verso i “Punti di prima accoglienza” individuati nelle Regioni e Province autonome gemellate; in alternativa chi sceglie di ricevere il contributo di autonoma sistemazione potrà proseguire verso la sistemazione alternativa individuata autonomamente. La regolazione del traffico in fase di allontanamento autonomo sarà gestita attraverso l’attivazione di cancelli che garantiranno il corretto cadenzamento del flusso veicolare in uscita dalla zona rossa.
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\nIn occasione dell'esercitazione \"Exe Flegrei 2019\" sono stati progettati e realizzati specifici cartelli che identificano:
\r\n\r\nDecreto del Capo del Dipartimento n. 3236 del 30 ottobre 2025
\nApprovazione dei livelli di allerta per il vulcano Campi Flegrei e delle prime indicazioni operative
Delibera della Giunta Regionale n. 187 del 19 aprile 2023
\nRischio vulcanico Campi Flegrei. Percorsi per l'allontanamento assistito e per l'allontanamento autonomo della popolazione dalla Zona Rossa
Delibera Regione Campania n.547 del 4 settembre 2018
(Pianificazione di allontanamento, approvazione aree di incontro e cancelli)
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2016
\nDisposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei. (All'interno zona rossa, zona gialla e Mappa dei gemellaggi)
Decreto del Capo Dipartimento del 2 febbraio 2015
\nIndicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana. (Indicazioni valide anche per i Campi Flegrei)
Decreto del Capo del Dipartimento n. 3236 del 30 ottobre 2025
\r\nApprovazione dei livelli di allerta per il vulcano Campi Flegrei e delle prime indicazioni operative
Delibera della Giunta Regionale n. 187 del 19 aprile 2023
\r\nRischio vulcanico Campi Flegrei. Percorsi per l'allontanamento assistito e per l'allontanamento autonomo della popolazione dalla Zona Rossa
Delibera Regione Campania n.547 del 4 settembre 2018
\r\n(Pianificazione di allontanamento, approvazione aree di incontro e cancelli)
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2016
\r\nDisposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei. (All'interno zona rossa, zona gialla e Mappa dei gemellaggi)
Decreto del Capo Dipartimento del 2 febbraio 2015
\r\nIndicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana. (Indicazioni valide anche per i Campi Flegrei)
Per sapere se vivi, lavori o soggiorni in zona rossa o zona gialla, scrivi il tuo indirizzo nella barra di ricerca in alto a destra sulla mappa. Cliccando sulla posizione individuata, potrai ottenere maggiori informazioni su quanto previsto per la tua area dalla pianificazione di protezione civile: area di attesa, area di incontro, mezzo di trasferimento, Regione o Provincia autonoma gemellata con il tuo comune e norme di comportamento.
\nCliccando sui simboli che identificano in blu le aree di attesa e in verde le aree di incontro si possono leggere informazioni più specifiche su tali aree. In particolare, nel box informativo è possibile visualizzare, selezionando la voce corrispondente, sia le informazioni relative alle aree (attesa o incontro) sia quelle relative alla zona (rossa o gialla).
\nDal pulsante “Gestisci layer”, in alto a sinistra, è possibile selezionare e gestire le informazioni che si vogliono visualizzare sulla mappa, nascondendo, centrando o aumentando l’opacità di ciascun “layer” o strato informativo relativo a zona rossa, zona gialla, aree di attesa e aree di incontro. Inoltre, con la funzionalità “Base map”, è possibile cambiare la mappa di sfondo (che di default è Google normal).
\nInfine, accanto alla barra di “Ricerca indirizzo” è presente il pulsante “Attiva filtri di ricerca” che consente di filtrare le informazioni presenti sulla mappa e combinarle in base alle proprie esigenze di ricerca.
\nA questo link è possibile consultare tutta la documentazione sui prodotti visualizzati in mappa.
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Il percorso, iniziato da alcuni anni, ha portato alla definizione dello scenario scientifico di riferimento e alla conseguente individuazione delle nuove zone rossa e gialla, attraverso il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato del 26 giugno 2016.
\n“Exe Flegrei 2019” si svolgerà dal 16 al 20 ottobre in Campania e prevede, in particolare, il coinvolgimento dei comuni della zona rossa dei Campi Flegrei, della Prefettura di Napoli, della Regione Campania e dei Centri di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile (INGV, Centro studi Plinivs-LUPT e CNR-IREA). Anche le Regioni e Province Autonome gemellate con i comuni della zona rossa parteciperanno in qualità di osservatori.
\nLo scenario esercitativo simula una variazione dei parametri di monitoraggio e il verificarsi di fenomeni tali da determinare un passaggio dallo stato attuale di allerta gialla del vulcano, ad una situazione di allerta arancione, fino ad arrivare ad uno stato di eruzione imminente, ovvero di livello di allerta rosso. I passaggi ai diversi livelli di allerta si presenteranno in maniera sequenziale e saranno caratterizzati da durate variabili.
\nL’esercitazione rappresenta l’occasione per elaborare, testare e migliorare gli aspetti operativi, procedurali e metodologici delle pianificazioni territoriali e di settore e per elaborare un documento di sintesi che ne raccordi le strategie e le scelte operative. L’esigenza dell’esercitazione è quella di dare impulso alle attività di pianificazione per il rischio vulcanico, avviate da tempo sulla base degli indirizzi del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015, con le indicazioni inerenti l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona rossa» dell’area vesuviana, valide anche per l’area dei Campi Flegrei.
\nE' possibile leggere una sintesi del Piano nazionale di protezione civile e navigare la mappa interattiva dell'area vulcanica dei Campi Flegrei.
\n","value":"L’esercitazione “Exe Flegrei 2019” nasce con l’obiettivo di aggiornare la pianificazione per il rischio vulcanico dell’area flegrea. Il percorso, iniziato da alcuni anni, ha portato alla definizione dello scenario scientifico di riferimento e alla conseguente individuazione delle nuove zone rossa e gialla, attraverso il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato del 26 giugno 2016.
\r\n\r\n“Exe Flegrei 2019” si svolgerà dal 16 al 20 ottobre in Campania e prevede, in particolare, il coinvolgimento dei comuni della zona rossa dei Campi Flegrei, della Prefettura di Napoli, della Regione Campania e dei Centri di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile (INGV, Centro studi Plinivs-LUPT e CNR-IREA). Anche le Regioni e Province Autonome gemellate con i comuni della zona rossa parteciperanno in qualità di osservatori.
\r\n
\r\nLo scenario esercitativo simula una variazione dei parametri di monitoraggio e il verificarsi di fenomeni tali da determinare un passaggio dallo stato attuale di allerta gialla del vulcano, ad una situazione di allerta arancione, fino ad arrivare ad uno stato di eruzione imminente, ovvero di livello di allerta rosso. I passaggi ai diversi livelli di allerta si presenteranno in maniera sequenziale e saranno caratterizzati da durate variabili.
\r\n
\r\nL’esercitazione rappresenta l’occasione per elaborare, testare e migliorare gli aspetti operativi, procedurali e metodologici delle pianificazioni territoriali e di settore e per elaborare un documento di sintesi che ne raccordi le strategie e le scelte operative. L’esigenza dell’esercitazione è quella di dare impulso alle attività di pianificazione per il rischio vulcanico, avviate da tempo sulla base degli indirizzi del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015, con le indicazioni inerenti l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona rossa» dell’area vesuviana, valide anche per l’area dei Campi Flegrei.
E' possibile leggere una sintesi del Piano nazionale di protezione civile e navigare la mappa interattiva dell'area vulcanica dei Campi Flegrei.
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\n","value":"L'esercitazione punta ad aggiornare la pianificazione per il rischio vulcanico dell'area flegrea
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\nQuesto test si inserisce nel più ampio programma esercitativo, promosso nell’ambito del Decreto Legge 140/2023, che ha previsto per il 2024 la realizzazione di tre esercitazioni. Il 22 aprile e il 25 e 26 giugno è stata verificata la pianificazione speditiva di emergenza per il fenomeno bradisismico mentre \"Exe Flegrei 2024\" ha l'obiettivo di testare la pianificazione nazionale per il rischio vulcanico.
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\nVISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri”;
\nVISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”;
\nVISTO il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante “Codice della protezione civile”;
\nVISTO il decreto del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 1° febbraio 1996, di costituzione della Commissione incaricata di provvedere all’aggiornamento della pianificazione di emergenza dell’area vesuviana e dell’area flegrea per il rischio vulcanico;
\nVISTO il decreto del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 18 giugno 2002 di ricostituzione della Commissione nazionale incaricata di provvedere all’aggiornamento dei piani di emergenza dell’area vesuviana e dell’area flegrea per il rischio vulcanico;
\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 novembre 2022, con cui è stato conferito al Ministro senza portafoglio sen. Nello Musumeci l'incarico per la protezione civile e le politiche del mare;
\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 novembre 2022, con il quale sono state delegate al Ministro senza portafoglio sen. Nello Musumeci le funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri ivi indicate, con particolare riferimento all'articolo 2 concernente la delega di funzioni in materia di protezione civile, superamento delle emergenze e ricostruzione civile, nonché le politiche del mare;
\nVISTO il decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare dell’8 febbraio 2023, recante “Composizione e modalità di funzionamento della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi”;
\nVISTO il decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 31 agosto 2023 recante “Nomina dei componenti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, in attuazione dell’articolo 2, comma 5 del decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare 8 febbraio 2023”;
\nVISTO il decreto-legge 12 ottobre 2023, n. 140, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2023, n. 183, recante “Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei”, che prevede misure urgenti per fronteggiare, anche mediante il ricorso a procedure semplificate e altre disposizioni di accelerazione, gli effetti dell'evoluzione del fenomeno bradisismico, in atto nell'area dei Campi Flegrei, nel territorio di alcuni Comuni o parti di Comuni della Città metropolitana di Napoli;
\nVISTA la nota prot. n. 64212 del 12 dicembre 2023, con la quale si trasmette il documento di pianificazione speditiva di emergenza per l’area del bradisismo di cui all’articolo 4 del predetto decreto-legge 12 ottobre 2023, n. 140, elaborato dal Dipartimento della protezione civile in raccordo con la Regione Campania, con la Prefettura – UTG di Napoli e con gli Enti e le Amministrazioni territoriali interessati;
\nVISTO il decreto del Capo Dipartimento della protezione civile dell’11 maggio 2009, di costituzione del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per rischio vulcanico e nomina dei componenti;
\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° ottobre 2012, recante \"Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri\" e, in particolare, l'articolo 21 concernente l'articolazione del Dipartimento della protezione civile;
\nVISTO il decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 18 dicembre 2024, con il quale sono state individuate le attribuzioni delle strutture organizzative in cui si articola il Dipartimento della protezione civile a far data dal 1° febbraio 2025;
\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 luglio 2024, con il quale è stato conferito al dott. Fabio CICILIANO, ai sensi degli articoli 18 e 28 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonché dell’articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l’incarico di Capo del Dipartimento della protezione civile, a far data dal 24 luglio 2024 e fino al verificarsi della fattispecie di cui all’articolo 18, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 3 del D.P.R. 3 luglio 1997, n. 520;
\nVISTO che con il sopra richiamato decreto del 23 luglio 2024 al dott. Fabio CICILIANO, Capo del Dipartimento della protezione civile, è stata attribuita la titolarità del centro di responsabilità amministrativa n. 13 “Protezione Civile” del bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri;
\nVISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 febbraio 2014, recante “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio”;
\nVISTO il Decreto del Capo del Dipartimento rep. n. 390 del 9 febbraio 2015, recante “Indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, inerenti all’aggiornamento della pianificazione di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana”;
\nVISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016, recante “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19 agosto 2016;
\nVISTA la nota del Capo del Dipartimento della protezione civile prot. n. 15493 del 1° marzo 2017 recante “Vulcani campani – aggiornamento delle procedure di diffusione dei documenti di sorveglianza e monitoraggio e delle comunicazioni ai fini di protezione civile”;
\nVISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2020 recante \"Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert\" a seguito delle modifiche introdotte al Codice delle comunicazioni elettroniche dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207, di recepimento della direttiva (UE) 20l8/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio;
\nVISTA la Direttiva del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 7 febbraio 2023, recante “Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert” che aggiorna la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2020;
\nCONSIDERATI gli esiti della riunione della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi - Settore Rischio Vulcanico – Valutazione dello stato di attività dei Campi Flegrei, tenutasi il 29 maggio 2024, che ha sottolineato “l’importanza di considerare un pronto aggiornamento dei livelli di allerta dei Piani di Emergenza attualmente vigenti per i Campi Flegrei, al fine di rendere coerenti le indicazioni operative con lo stato attuale delle conoscenze scientifiche”, e che si è resa disponibile “a fornire il supporto scientifico per la revisione di tale schema”;
\nVISTO il Decreto del Capo del Dipartimento rep. n. 2444 del 28 giugno 2024, recante “Istituzione del Tavolo tecnico-scientifico, finalizzato alla revisione dei Livelli di Allerta del vulcano Campi Flegrei”;
\nVISTA la nota prot. n. 681 del 9 gennaio 2025 avente ad oggetto l’ultimazione dei lavori del Tavolo tecnico-scientifico per la definizione dei nuovi Livelli di Allerta dei Campi Flegrei;
\nCONSIDERATO che la Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi – settore rischio vulcanico nel verbale di sintesi della riunione del 6 e 7 marzo 2025 “condivide i contenuti della proposta del Tavolo tecnico scientifico e della relativa tabella allegata, con le modifiche e integrazioni formulate”;
\nCONSIDERATO che con nota prot. n. 0570025/2025 del 28 ottobre 2025 il Presidente della Giunta Regionale della Campania ha espresso, per quanto di competenza, la condivisione delle strategie operative indicate nel documento tecnico relativo all’aggiornamento dei livelli di allerta per rischio vulcanico ai Campi Flegrei;
\nDECRETA
\nART. 1
\nSi approva integralmente l’allegato 1 concernente i nuovi livelli di allerta dei Campi Flegrei, così come modificati dalla Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi – settore rischio vulcanico nella riunione del 6 e 7 marzo 2024.
ART. 2
\nSi approva integralmente l’allegato 2 concernente l’aggiornamento delle Fasi operative e delle prime indicazioni conseguenti ai nuovi dei livelli di allerta di cui all’articolo 1, sulla base delle quali gli Enti e le Amministrazioni coinvolte potranno procedere con gli aggiornamenti delle pianificazioni di settore e discendenti.
Nelle more degli aggiornamenti delle pianificazioni di settore e discendenti, restano in vigore le pianificazioni approvate.
\nLa Regione Campania, per l’aggiornamento delle pianificazioni di sua competenza, può avvalersi dei Centri di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile.
\nART. 3
\nSi dà atto che l’allegato 2 non definisce la risposta emergenziale da attuare nel caso di un passaggio repentino allo stato pre-eruttivo (rosso) e quindi alla Fase di allarme.
\n
Ai sensi dell’articolo 32 della legge 18 giugno 2009, n. 69, il presente decreto sarà pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri.
\nRoma, 30 ottobre 2025
\nIL CAPO DEL DIPARTIMENTO
\nFabio Ciciliano
IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
\r\n\r\nVISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri”;
\r\n\r\nVISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”;
\r\n\r\nVISTO il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante “Codice della protezione civile”;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 1° febbraio 1996, di costituzione della Commissione incaricata di provvedere all’aggiornamento della pianificazione di emergenza dell’area vesuviana e dell’area flegrea per il rischio vulcanico;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 18 giugno 2002 di ricostituzione della Commissione nazionale incaricata di provvedere all’aggiornamento dei piani di emergenza dell’area vesuviana e dell’area flegrea per il rischio vulcanico;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 novembre 2022, con cui è stato conferito al Ministro senza portafoglio sen. Nello Musumeci l'incarico per la protezione civile e le politiche del mare;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 novembre 2022, con il quale sono state delegate al Ministro senza portafoglio sen. Nello Musumeci le funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri ivi indicate, con particolare riferimento all'articolo 2 concernente la delega di funzioni in materia di protezione civile, superamento delle emergenze e ricostruzione civile, nonché le politiche del mare;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare dell’8 febbraio 2023, recante “Composizione e modalità di funzionamento della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi”;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 31 agosto 2023 recante “Nomina dei componenti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, in attuazione dell’articolo 2, comma 5 del decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare 8 febbraio 2023”;
\r\n\r\nVISTO il decreto-legge 12 ottobre 2023, n. 140, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2023, n. 183, recante “Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei”, che prevede misure urgenti per fronteggiare, anche mediante il ricorso a procedure semplificate e altre disposizioni di accelerazione, gli effetti dell'evoluzione del fenomeno bradisismico, in atto nell'area dei Campi Flegrei, nel territorio di alcuni Comuni o parti di Comuni della Città metropolitana di Napoli;
\r\n\r\nVISTA la nota prot. n. 64212 del 12 dicembre 2023, con la quale si trasmette il documento di pianificazione speditiva di emergenza per l’area del bradisismo di cui all’articolo 4 del predetto decreto-legge 12 ottobre 2023, n. 140, elaborato dal Dipartimento della protezione civile in raccordo con la Regione Campania, con la Prefettura – UTG di Napoli e con gli Enti e le Amministrazioni territoriali interessati;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Capo Dipartimento della protezione civile dell’11 maggio 2009, di costituzione del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per rischio vulcanico e nomina dei componenti;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° ottobre 2012, recante \"Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri\" e, in particolare, l'articolo 21 concernente l'articolazione del Dipartimento della protezione civile;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 18 dicembre 2024, con il quale sono state individuate le attribuzioni delle strutture organizzative in cui si articola il Dipartimento della protezione civile a far data dal 1° febbraio 2025;
\r\n\r\nVISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 luglio 2024, con il quale è stato conferito al dott. Fabio CICILIANO, ai sensi degli articoli 18 e 28 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nonché dell’articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l’incarico di Capo del Dipartimento della protezione civile, a far data dal 24 luglio 2024 e fino al verificarsi della fattispecie di cui all’articolo 18, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 3 del D.P.R. 3 luglio 1997, n. 520;
\r\n\r\nVISTO che con il sopra richiamato decreto del 23 luglio 2024 al dott. Fabio CICILIANO, Capo del Dipartimento della protezione civile, è stata attribuita la titolarità del centro di responsabilità amministrativa n. 13 “Protezione Civile” del bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri;
\r\n\r\nVISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 febbraio 2014, recante “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio”;
\r\n\r\nVISTO il Decreto del Capo del Dipartimento rep. n. 390 del 9 febbraio 2015, recante “Indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, inerenti all’aggiornamento della pianificazione di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana”;
\r\n\r\nVISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016, recante “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19 agosto 2016;
\r\n\r\nVISTA la nota del Capo del Dipartimento della protezione civile prot. n. 15493 del 1° marzo 2017 recante “Vulcani campani – aggiornamento delle procedure di diffusione dei documenti di sorveglianza e monitoraggio e delle comunicazioni ai fini di protezione civile”;
\r\n\r\nVISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2020 recante \"Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert\" a seguito delle modifiche introdotte al Codice delle comunicazioni elettroniche dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207, di recepimento della direttiva (UE) 20l8/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio;
\r\n\r\nVISTA la Direttiva del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 7 febbraio 2023, recante “Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert” che aggiorna la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2020;
\r\n\r\nCONSIDERATI gli esiti della riunione della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi - Settore Rischio Vulcanico – Valutazione dello stato di attività dei Campi Flegrei, tenutasi il 29 maggio 2024, che ha sottolineato “l’importanza di considerare un pronto aggiornamento dei livelli di allerta dei Piani di Emergenza attualmente vigenti per i Campi Flegrei, al fine di rendere coerenti le indicazioni operative con lo stato attuale delle conoscenze scientifiche”, e che si è resa disponibile “a fornire il supporto scientifico per la revisione di tale schema”;
\r\n\r\nVISTO il Decreto del Capo del Dipartimento rep. n. 2444 del 28 giugno 2024, recante “Istituzione del Tavolo tecnico-scientifico, finalizzato alla revisione dei Livelli di Allerta del vulcano Campi Flegrei”;
\r\n\r\nVISTA la nota prot. n. 681 del 9 gennaio 2025 avente ad oggetto l’ultimazione dei lavori del Tavolo tecnico-scientifico per la definizione dei nuovi Livelli di Allerta dei Campi Flegrei;
\r\n\r\nCONSIDERATO che la Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi – settore rischio vulcanico nel verbale di sintesi della riunione del 6 e 7 marzo 2025 “condivide i contenuti della proposta del Tavolo tecnico scientifico e della relativa tabella allegata, con le modifiche e integrazioni formulate”;
\r\n\r\nCONSIDERATO che con nota prot. n. 0570025/2025 del 28 ottobre 2025 il Presidente della Giunta Regionale della Campania ha espresso, per quanto di competenza, la condivisione delle strategie operative indicate nel documento tecnico relativo all’aggiornamento dei livelli di allerta per rischio vulcanico ai Campi Flegrei;
\r\n\r\nDECRETA
\r\n\r\nART. 1
\r\nSi approva integralmente l’allegato 1 concernente i nuovi livelli di allerta dei Campi Flegrei, così come modificati dalla Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi – settore rischio vulcanico nella riunione del 6 e 7 marzo 2024.
\r\nART. 2
\r\nSi approva integralmente l’allegato 2 concernente l’aggiornamento delle Fasi operative e delle prime indicazioni conseguenti ai nuovi dei livelli di allerta di cui all’articolo 1, sulla base delle quali gli Enti e le Amministrazioni coinvolte potranno procedere con gli aggiornamenti delle pianificazioni di settore e discendenti.
\r\n
\r\nNelle more degli aggiornamenti delle pianificazioni di settore e discendenti, restano in vigore le pianificazioni approvate.
La Regione Campania, per l’aggiornamento delle pianificazioni di sua competenza, può avvalersi dei Centri di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile.
\r\n\r\n
\r\nART. 3
\r\nSi dà atto che l’allegato 2 non definisce la risposta emergenziale da attuare nel caso di un passaggio repentino allo stato pre-eruttivo (rosso) e quindi alla Fase di allarme.
\r\n
Ai sensi dell’articolo 32 della legge 18 giugno 2009, n. 69, il presente decreto sarà pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri.
\r\n\r\nRoma, 30 ottobre 2025
\r\n\r\nIL CAPO DEL DIPARTIMENTO
\r\nFabio Ciciliano
Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante: «Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile» e successive modificazioni;
\nVisto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante: «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59» ed in particolare gli articoli 107 e 108;
\nVisto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recante: «Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile», ed in particolare l'art. 5:
\ncomma 2, ove è previsto che il Presidente del Consiglio dei ministri predisponga gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l'attuazione delle conseguenti misure di emergenza,
\ncomma 5, ove è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile rivolga alle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente nel territorio nazionale, le indicazioni necessarie al raggiungimento delle predette finalità;
\nVisto il decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge del 12 luglio 2012, n. 100, recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile»;
\nVisto il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 convertito con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante: «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province» e, in particolare, l'art. 10;
\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2008 concernente: «Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze»;
\nVisto il Piano di emergenza ed evacuazione nell'ipotesi di evento eruttivo in zona flegrea redatto dalla Prefettura di Napoli nel febbraio 1986;
\nVisto il decreto del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 1° febbraio 1996, di costituzione della Commissione incaricata di provvedere all'aggiornamento della pianificazione di emergenza;
\nVista la relazione dell'Osservatorio Vesuviano «La pericolosità vulcanica nella caldera dei Campi Flegrei in caso di ripresa delle attività in tempi medi o brevi» del febbraio 1998;
\nVisto il documento recante: «Elementi di base per la pianificazione nazionale di emergenza dell'area flegrea» approvato dalla predetta Commissione nella riunione del 20 marzo 2001;
\nVisto il decreto del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 18 giugno 2002 di ricostituzione della Commissione nazionale incaricata di provvedere all'aggiornamento dei piani di emergenza dell'area vesuviana e dell'area flegrea per il rischio vulcanico;
\nVisto il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 6 marzo 2003 di nomina dei membri costituenti la suddetta Commissione;
\nVisto il decreto del Capo Dipartimento della protezione civile dell'11 maggio 2009 di costituzione del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegreiper rischio vulcanico e nomina dei componenti;
\nVista la nota - prot. 64 - del 2 gennaio 2013, con cui il predetto Gruppo di lavoro ha trasmesso al Dipartimento della protezione civile il rapporto finale;
\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri recante Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio, del 14 febbraio 2014 nel quale, tra l'altro, è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile impartisca, alle componenti ed alle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona Rossa» dell'area vesuviana;
\nVisto il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015 recante «Indicazioni, alle componenti ed alle strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile, inerenti l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della Zona rossa dell'area vesuviana»;
\nVista la nota - prot. 64464 - dell'11 luglio 2014, con cui il Centro Interdipartimentale LUPT, Università degli studi di Napoli «Federico II», Centro studi PLINIVS per l'ingegneria idrogeologica, vulcanica e sismica ha trasmesso al Dipartimento della protezione civile le elaborazioni conclusive previste dalla Convenzione quadro annuale DPC-PLINIVS/LUPT, ARES «Aggiornamento analisi di rischio e di scenario al Vesuvio e ai Campi Flegrei»;
\nVista la delibera della giunta regionale Campana n. 669 del 23 dicembre 2014, concernente «Rischio vulcanico in area Flegrea. Delimitazione della Zona rossa. Presa d'atto delle proposte comunali.»;
\nVista la nota - prot. 3833 - del 3 marzo 2015, con cui l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha trasmesso al Dipartimento della protezione civile il Rapporto «Aggiornamento sulla statistica di dispersione delle ceneri in caso di ripresa dell'attività vulcanica ai Campi Flegrei»;
\nVista la delibera della giunta regionale Campana n. 175 del 3 aprile 2015, concernente la «Delimitazione della Zona gialla della pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in area flegrea»;
\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri recante «Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico - Zona gialla», del 16 novembre 2015;
\nConsiderato che il predetto Rapporto finale del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per rischio vulcanico è stato sottoposto al parere della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi - settore rischio vulcanico che, riunitasi in data 31 maggio e 12 luglio 2013, si è espressa, in particolare, sulla delimitazione dell'area di possibile invasione di flussi piroclastici;
\nTenuto conto che il Dipartimento della protezione civile e la Regione Campania, sulla base del Rapporto finale del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per la pianificazione di emergenza dei Campi Flegrei per rischio vulcanico e delle valutazioni della Commissione per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi - Settore rischio vulcanico, hanno avviato le attività di competenza volte alla revisione della pianificazione nazionale d'emergenza e alla ridefinizione dei confini della «Zona rossa», intesa come l'area da evacuare cautelativamente per salvaguardare le vite umane dagli effetti di una possibile eruzione in quanto ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici, e della «Zona gialla», intesa come l'area soggetta ad alta probabilità di accumulo di elevate quantità di materiale piroclastico per la quale è necessario prevedere la pianificazione nazionale di emergenza;
\nConsiderato che, in data 20 ottobre 2014, il Dipartimento della protezione civile congiuntamente alla Regione Campania ed all'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha presentato ai comuni interessati il nuovo scenario di rischio, relativo all'area esposta al pericolo di invasione da flussi piroclastici, nonché l'ipotesi di delimitazione della «Zona rossa» ai fini dell'aggiornamento della pianificazione nazionale di emergenza, alla presenza dei rappresentanti della Prefettura di Napoli e della Provincia di Napoli;
\nRavvisata la necessità che siano adottate indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza a seguito della ridefinizione della «Zona rossa» e dell'approvazione del citato metodo per il gemellaggio e l'abbinamento tra i Comuni della «Zona rossa» e le regioni e province autonome;
\nConsiderato che, secondo lo scenario eruttivo di riferimento, la ricaduta di materiale piroclastico interesserebbe vaste aree del territorio con ripercussioni sulle attività ordinarie di vita e ravvisata la necessità di provvedere ad una pianificazione di carattere nazionale per le aree del territorio interessate dalla ricaduta di materiale piroclastico, più prossime al vulcano ed esposte ai venti prevalenti, definite sulla base del citato documento contenete lo scenario eruttivo di riferimento;
\nRavvisata la necessità di impartire indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza a seguito della definizione della «Zona gialla»;
\nRavvisata altresì la necessità di provvedere a fornire indicazioni operative per l'aggiornamento dei piani di emergenza anche alle restanti parti di territorio esposte al rischio di ricaduta di ceneri vulcaniche, non prospicenti al vulcano e non necessariamente esposte ai venti prevalenti;
\nConsiderato inoltre che, in data 13 maggio 2015, nell'ambito di una riunione del Comitato operativo della protezione civile sul Rischio vulcanico in Regione Campania, l'ipotesi di delimitazione delle Zone della pianificazione è stata condivisa con le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile;
\nSu proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile;
\nAcquisita l'intesa della Conferenza unificata in data 26 maggio 2016;
ADOTTA
\nle seguenti disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei.
1. Definizione delle zone di pianificazione nazionale di emergenza dell'area flegrea.
\nL'area da sottoporre ad evacuazione cautelativa per salvaguardare le vite umane dagli effetti di una possibile eruzione, soggetta ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici ed individuata quale «Zona rossa», comprende i territori di cui all'allegato 1 che costituisce parte integrante del presente provvedimento.
\nL'area esposta a ricaduta di materiale piroclastico, definita sulla base degli studi effettuati dalla comunità scientifica, comprende i comuni che ricadono per una parte rilevante del proprio territorio all'interno della curva di isocarico di 300 kg/m2 (equivalenti a 30 cm di accumulo) con la probabilità di superamento del valore di carico (300 kg/m2) pari al 5%, individuata quale «Zona gialla», di cui all'allegato 2 che costituisce parte integrante del presente provvedimento. Per tale area sarà necessaria l'adozione di specifiche misure di salvaguardia per la popolazione che prevedono l'intervento del Servizio nazionale della protezione civile, con strategie operative diversificate e attuabili in maniera dinamica sul territorio al momento dell'emergenza. L'area effettivamente interessata dalle fenomenologie citate con superamento dei valori di carico di cenere sopra indicati, infatti, non è individuabile preventivamente, ma solo ad evento in corso.
\nAccumuli di ceneri vulcaniche minori di 30 cm possono comunque interessare aree esterne alla «Zona gialla» della pianificazione nazionale; in particolare nei comuni di cui all'allegato 3 (mappa) e allegato 4 (elenco) sono previsti accumuli di cenere superiori a 5 cm, sempre in riferimento a una probabilità condizionata del 5%, di superamento della soglia di carico di 50 kg/m2.
2. Assistenza alla popolazione della «Zona rossa» flegrea cautelativamente evacuata.
\nAl fine di garantire l'assistenza alla popolazione dell'area flegrea cautelativamente evacuata, ciascun comune della «Zona rossa» è gemellato con una regione o provincia autonoma secondo lo schema riportato nell'allegato 5, che costituisce parte integrante del presente provvedimento. Le regioni e le province autonome interessate rendono operativi i predetti gemellaggi mediante specifici protocolli d'intesa sottoscritti con la Regione Campania ed i comuni gemellati, in raccordo con il Dipartimento della protezione civile e adottano specifici piani per il trasferimento e l'accoglienza della popolazione da assistere, sulla base delle indicazioni di cui al successivo punto 3.
3. Indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza della «Zona rossa».
\nPer l'elaborazione e l'aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza, ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona Rossa», delle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, sono valide, fatti salvi i dovuti adattamenti relativi al territorio, le indicazioni del Capo del Dipartimento della protezione civile emanate, d'intesa con la Regione Campania, sentita la Conferenza unificata, con decreto del 2 febbraio 2015 recante «Indicazioni, alle componenti ed alle strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile, inerenti l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della Zona rossa dell'area vesuviana» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 75 del 31 marzo 2015.
\nCiascuna delle componenti e strutture operative destinatarie delle indicazioni fornite dal Capo del Dipartimento della protezione civile, per quanto di competenza e ad integrazione di quanto previsto dalle rispettive procedure, provvede alla redazione, aggiornamento e adeguamento delle rispettive pianificazioni di emergenza per la «Zona rossa» dell'area flegrea, nel termine di sei mesi dalla pubblicazione del presente atto.
4. Indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza della «Zona gialla».
\nIl Capo del Dipartimento della protezione civile, d'intesa con la Regione Campania, sentita la Conferenza unificata, provvede, entro sei mesi dalla pubblicazione del presente provvedimento, a fornire alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, le indicazioni per l'aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza ai fini della salvaguardia della popolazione della «Zona gialla».
\nNei successivi sei mesi ciascuna delle componenti e strutture operative destinatarie delle indicazioni fornite dal Capo del Dipartimento della protezione civile, per quanto di competenza e ad integrazione di quanto previsto dalle rispettive procedure, provvede alla redazione, aggiornamento e adeguamento delle rispettive pianificazioni di emergenza.
\nAll'attuazione della presente direttiva si provvede esclusivamente nei limiti delle risorse finanziarie disponibili per gli scopi a legislazione vigente.
Il presente provvedimento ed i relativi allegati saranno inviati ai competenti organi di controllo e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
\nRoma, 24 giugno 2016
\nIl Presidente
\ndel Consiglio dei ministri
\nRenzi
Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante: «Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile» e successive modificazioni;
\r\nVisto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante: «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59» ed in particolare gli articoli 107 e 108;
\r\nVisto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recante: «Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile», ed in particolare l'art. 5:
\r\ncomma 2, ove è previsto che il Presidente del Consiglio dei ministri predisponga gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l'attuazione delle conseguenti misure di emergenza,
\r\ncomma 5, ove è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile rivolga alle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente nel territorio nazionale, le indicazioni necessarie al raggiungimento delle predette finalità;
\r\nVisto il decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge del 12 luglio 2012, n. 100, recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile»;
\r\nVisto il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 convertito con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante: «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province» e, in particolare, l'art. 10;
\r\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2008 concernente: «Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze»;
\r\nVisto il Piano di emergenza ed evacuazione nell'ipotesi di evento eruttivo in zona flegrea redatto dalla Prefettura di Napoli nel febbraio 1986;
\r\nVisto il decreto del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 1° febbraio 1996, di costituzione della Commissione incaricata di provvedere all'aggiornamento della pianificazione di emergenza;
\r\nVista la relazione dell'Osservatorio Vesuviano «La pericolosità vulcanica nella caldera dei Campi Flegrei in caso di ripresa delle attività in tempi medi o brevi» del febbraio 1998;
\r\nVisto il documento recante: «Elementi di base per la pianificazione nazionale di emergenza dell'area flegrea» approvato dalla predetta Commissione nella riunione del 20 marzo 2001;
\r\nVisto il decreto del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile del 18 giugno 2002 di ricostituzione della Commissione nazionale incaricata di provvedere all'aggiornamento dei piani di emergenza dell'area vesuviana e dell'area flegrea per il rischio vulcanico;
\r\nVisto il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 6 marzo 2003 di nomina dei membri costituenti la suddetta Commissione;
\r\nVisto il decreto del Capo Dipartimento della protezione civile dell'11 maggio 2009 di costituzione del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegreiper rischio vulcanico e nomina dei componenti;
\r\nVista la nota - prot. 64 - del 2 gennaio 2013, con cui il predetto Gruppo di lavoro ha trasmesso al Dipartimento della protezione civile il rapporto finale;
\r\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri recante Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio, del 14 febbraio 2014 nel quale, tra l'altro, è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile impartisca, alle componenti ed alle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona Rossa» dell'area vesuviana;
\r\nVisto il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015 recante «Indicazioni, alle componenti ed alle strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile, inerenti l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della Zona rossa dell'area vesuviana»;
\r\nVista la nota - prot. 64464 - dell'11 luglio 2014, con cui il Centro Interdipartimentale LUPT, Università degli studi di Napoli «Federico II», Centro studi PLINIVS per l'ingegneria idrogeologica, vulcanica e sismica ha trasmesso al Dipartimento della protezione civile le elaborazioni conclusive previste dalla Convenzione quadro annuale DPC-PLINIVS/LUPT, ARES «Aggiornamento analisi di rischio e di scenario al Vesuvio e ai Campi Flegrei»;
\r\nVista la delibera della giunta regionale Campana n. 669 del 23 dicembre 2014, concernente «Rischio vulcanico in area Flegrea. Delimitazione della Zona rossa. Presa d'atto delle proposte comunali.»;
\r\nVista la nota - prot. 3833 - del 3 marzo 2015, con cui l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha trasmesso al Dipartimento della protezione civile il Rapporto «Aggiornamento sulla statistica di dispersione delle ceneri in caso di ripresa dell'attività vulcanica ai Campi Flegrei»;
\r\nVista la delibera della giunta regionale Campana n. 175 del 3 aprile 2015, concernente la «Delimitazione della Zona gialla della pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in area flegrea»;
\r\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri recante «Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico - Zona gialla», del 16 novembre 2015;
\r\nConsiderato che il predetto Rapporto finale del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per rischio vulcanico è stato sottoposto al parere della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi - settore rischio vulcanico che, riunitasi in data 31 maggio e 12 luglio 2013, si è espressa, in particolare, sulla delimitazione dell'area di possibile invasione di flussi piroclastici;
\r\nTenuto conto che il Dipartimento della protezione civile e la Regione Campania, sulla base del Rapporto finale del Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per la pianificazione di emergenza dei Campi Flegrei per rischio vulcanico e delle valutazioni della Commissione per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi - Settore rischio vulcanico, hanno avviato le attività di competenza volte alla revisione della pianificazione nazionale d'emergenza e alla ridefinizione dei confini della «Zona rossa», intesa come l'area da evacuare cautelativamente per salvaguardare le vite umane dagli effetti di una possibile eruzione in quanto ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici, e della «Zona gialla», intesa come l'area soggetta ad alta probabilità di accumulo di elevate quantità di materiale piroclastico per la quale è necessario prevedere la pianificazione nazionale di emergenza;
\r\nConsiderato che, in data 20 ottobre 2014, il Dipartimento della protezione civile congiuntamente alla Regione Campania ed all'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha presentato ai comuni interessati il nuovo scenario di rischio, relativo all'area esposta al pericolo di invasione da flussi piroclastici, nonché l'ipotesi di delimitazione della «Zona rossa» ai fini dell'aggiornamento della pianificazione nazionale di emergenza, alla presenza dei rappresentanti della Prefettura di Napoli e della Provincia di Napoli;
\r\nRavvisata la necessità che siano adottate indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza a seguito della ridefinizione della «Zona rossa» e dell'approvazione del citato metodo per il gemellaggio e l'abbinamento tra i Comuni della «Zona rossa» e le regioni e province autonome;
\r\nConsiderato che, secondo lo scenario eruttivo di riferimento, la ricaduta di materiale piroclastico interesserebbe vaste aree del territorio con ripercussioni sulle attività ordinarie di vita e ravvisata la necessità di provvedere ad una pianificazione di carattere nazionale per le aree del territorio interessate dalla ricaduta di materiale piroclastico, più prossime al vulcano ed esposte ai venti prevalenti, definite sulla base del citato documento contenete lo scenario eruttivo di riferimento;
\r\nRavvisata la necessità di impartire indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza a seguito della definizione della «Zona gialla»;
\r\nRavvisata altresì la necessità di provvedere a fornire indicazioni operative per l'aggiornamento dei piani di emergenza anche alle restanti parti di territorio esposte al rischio di ricaduta di ceneri vulcaniche, non prospicenti al vulcano e non necessariamente esposte ai venti prevalenti;
\r\nConsiderato inoltre che, in data 13 maggio 2015, nell'ambito di una riunione del Comitato operativo della protezione civile sul Rischio vulcanico in Regione Campania, l'ipotesi di delimitazione delle Zone della pianificazione è stata condivisa con le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile;
\r\nSu proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile;
\r\nAcquisita l'intesa della Conferenza unificata in data 26 maggio 2016;
ADOTTA
\r\nle seguenti disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei.
\r\n1. Definizione delle zone di pianificazione nazionale di emergenza dell'area flegrea.
\r\nL'area da sottoporre ad evacuazione cautelativa per salvaguardare le vite umane dagli effetti di una possibile eruzione, soggetta ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici ed individuata quale «Zona rossa», comprende i territori di cui all'allegato 1 che costituisce parte integrante del presente provvedimento.
\r\nL'area esposta a ricaduta di materiale piroclastico, definita sulla base degli studi effettuati dalla comunità scientifica, comprende i comuni che ricadono per una parte rilevante del proprio territorio all'interno della curva di isocarico di 300 kg/m2 (equivalenti a 30 cm di accumulo) con la probabilità di superamento del valore di carico (300 kg/m2) pari al 5%, individuata quale «Zona gialla», di cui all'allegato 2 che costituisce parte integrante del presente provvedimento. Per tale area sarà necessaria l'adozione di specifiche misure di salvaguardia per la popolazione che prevedono l'intervento del Servizio nazionale della protezione civile, con strategie operative diversificate e attuabili in maniera dinamica sul territorio al momento dell'emergenza. L'area effettivamente interessata dalle fenomenologie citate con superamento dei valori di carico di cenere sopra indicati, infatti, non è individuabile preventivamente, ma solo ad evento in corso.
\r\nAccumuli di ceneri vulcaniche minori di 30 cm possono comunque interessare aree esterne alla «Zona gialla» della pianificazione nazionale; in particolare nei comuni di cui all'allegato 3 (mappa) e allegato 4 (elenco) sono previsti accumuli di cenere superiori a 5 cm, sempre in riferimento a una probabilità condizionata del 5%, di superamento della soglia di carico di 50 kg/m2.
2. Assistenza alla popolazione della «Zona rossa» flegrea cautelativamente evacuata.
\r\nAl fine di garantire l'assistenza alla popolazione dell'area flegrea cautelativamente evacuata, ciascun comune della «Zona rossa» è gemellato con una regione o provincia autonoma secondo lo schema riportato nell'allegato 5, che costituisce parte integrante del presente provvedimento. Le regioni e le province autonome interessate rendono operativi i predetti gemellaggi mediante specifici protocolli d'intesa sottoscritti con la Regione Campania ed i comuni gemellati, in raccordo con il Dipartimento della protezione civile e adottano specifici piani per il trasferimento e l'accoglienza della popolazione da assistere, sulla base delle indicazioni di cui al successivo punto 3.
3. Indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza della «Zona rossa».
\r\nPer l'elaborazione e l'aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza, ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona Rossa», delle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, sono valide, fatti salvi i dovuti adattamenti relativi al territorio, le indicazioni del Capo del Dipartimento della protezione civile emanate, d'intesa con la Regione Campania, sentita la Conferenza unificata, con decreto del 2 febbraio 2015 recante «Indicazioni, alle componenti ed alle strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile, inerenti l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della Zona rossa dell'area vesuviana» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 75 del 31 marzo 2015.
\r\nCiascuna delle componenti e strutture operative destinatarie delle indicazioni fornite dal Capo del Dipartimento della protezione civile, per quanto di competenza e ad integrazione di quanto previsto dalle rispettive procedure, provvede alla redazione, aggiornamento e adeguamento delle rispettive pianificazioni di emergenza per la «Zona rossa» dell'area flegrea, nel termine di sei mesi dalla pubblicazione del presente atto.
4. Indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza della «Zona gialla».
\r\nIl Capo del Dipartimento della protezione civile, d'intesa con la Regione Campania, sentita la Conferenza unificata, provvede, entro sei mesi dalla pubblicazione del presente provvedimento, a fornire alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, le indicazioni per l'aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza ai fini della salvaguardia della popolazione della «Zona gialla».
\r\nNei successivi sei mesi ciascuna delle componenti e strutture operative destinatarie delle indicazioni fornite dal Capo del Dipartimento della protezione civile, per quanto di competenza e ad integrazione di quanto previsto dalle rispettive procedure, provvede alla redazione, aggiornamento e adeguamento delle rispettive pianificazioni di emergenza.
\r\nAll'attuazione della presente direttiva si provvede esclusivamente nei limiti delle risorse finanziarie disponibili per gli scopi a legislazione vigente.
Il presente provvedimento ed i relativi allegati saranno inviati ai competenti organi di controllo e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
\r\n\r\nRoma, 24 giugno 2016
\r\n\r\nIl Presidente
\r\ndel Consiglio dei ministri
\r\nRenzi
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.193 del 19 agosto 2016
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\nVista la legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante: “Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile” e successive modificazioni;
\nVisto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante: “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” ed in particolare gli articoli 107 e 108;
\nVisto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recante: “Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile” ed in particolare:
\n- il comma 2, dell’articolo 5, ove è previsto che il Presidente del Consiglio dei Ministri predisponga gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l’attuazione delle conseguenti misure di emergenza;
\n- il comma 5, dell’articolo 5 ove è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile rivolga, alle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, degli Enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente nel territorio nazionale, le indicazioni necessarie al raggiungimento delle predette finalità;
\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2008, recante: “Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze”;
\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2014 recante “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio”,
\nRavvisata, pertanto, la necessità di dare attuazione al punto 3 della direttiva del 14 febbraio u.s. di cui sopra, ove è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile impartisca, alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile, indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della “Zona Rossa” dell’area vesuviana;
\nAcquisita l’intesa della regione Campania;
\nAcquisito il parere della Conferenza Unificata in data 22 gennaio 2015;
Decreta
\nArticolo 1
\n1. In considerazione di quanto esposto in premessa, si rivolgono, alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio Nazionale di protezione civile, le indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza per la “Zona Rossa” dell’area vesuviana, predisposte ai sensi del comma 5, dell’articolo 5 del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, di cui all’Allegato A che costituisce parte integrante del presente decreto.
Articolo 2
\n1. Per le Regioni a Statuto Speciale sono fatte salve le competenze riconosciute dai relativi Statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.
\n2. Per le Province Autonome di Trento e Bolzano sono fatte salve le competenze riconosciute dallo Statuto Speciale (DPR del 31 agosto 1972, n. 670 e s.m.i.) e dalle relative norme di attuazione. In tale contesto le Province provvedono ad adeguare le indicazioni di cui all’articolo 1 alle norme dello Statuto di Autonomia.
\nIl presente provvedimento ed il relativo allegato saranno inviati ai competenti organi di controllo e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana.
Roma, 2 febbraio 2015
\nIl Capo del Dipartimento
\nFranco Gabrielli
Il Capo del Dipartimento
\r\n\r\nVista la legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante: “Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile” e successive modificazioni;
\r\nVisto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante: “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” ed in particolare gli articoli 107 e 108;
\r\nVisto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recante: “Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile” ed in particolare:
\r\n- il comma 2, dell’articolo 5, ove è previsto che il Presidente del Consiglio dei Ministri predisponga gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l’attuazione delle conseguenti misure di emergenza;
\r\n- il comma 5, dell’articolo 5 ove è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile rivolga, alle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, degli Enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente nel territorio nazionale, le indicazioni necessarie al raggiungimento delle predette finalità;
\r\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2008, recante: “Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze”;
\r\nVista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2014 recante “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio”,
\r\nRavvisata, pertanto, la necessità di dare attuazione al punto 3 della direttiva del 14 febbraio u.s. di cui sopra, ove è previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile impartisca, alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile, indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della “Zona Rossa” dell’area vesuviana;
\r\nAcquisita l’intesa della regione Campania;
\r\nAcquisito il parere della Conferenza Unificata in data 22 gennaio 2015;
Decreta
\r\n\r\nArticolo 1
\r\n1. In considerazione di quanto esposto in premessa, si rivolgono, alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio Nazionale di protezione civile, le indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza per la “Zona Rossa” dell’area vesuviana, predisposte ai sensi del comma 5, dell’articolo 5 del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, di cui all’Allegato A che costituisce parte integrante del presente decreto.
\r\n
\r\nArticolo 2
\r\n1. Per le Regioni a Statuto Speciale sono fatte salve le competenze riconosciute dai relativi Statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.
\r\n2. Per le Province Autonome di Trento e Bolzano sono fatte salve le competenze riconosciute dallo Statuto Speciale (DPR del 31 agosto 1972, n. 670 e s.m.i.) e dalle relative norme di attuazione. In tale contesto le Province provvedono ad adeguare le indicazioni di cui all’articolo 1 alle norme dello Statuto di Autonomia.
\r\nIl presente provvedimento ed il relativo allegato saranno inviati ai competenti organi di controllo e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana.
Roma, 2 febbraio 2015
\r\n\r\nIl Capo del Dipartimento
\r\nFranco Gabrielli
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.75 del 31 marzo 2015
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