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L’opcm n. 3907 del 13 novembre 2010 (modificata con l'opcm n. 3925 del 23 febbraio 2011), regola le modalità di finanziamento degli interventi per la prima annualità, definiti sulla base degli indirizzi espressi dalla Commissione di esperti del rischio sismico.
\nCon questo provvedimento si intende:
\n- affrontare il problema a 360°, stimolando anche quelle azioni che finora sono state marginalmente, o mai, toccate da provvedimenti precedenti (microzonazione sismica, interventi su edilizia privata)
\n- stimolare l’attenzione e la sensibilità dei privati e degli amministratori sulle diverse problematiche poste dal rischio sismico, in modo da far crescere la cultura della prevenzione
\n- richiedere un cofinanziamento alle pubbliche amministrazioni e ai privati in modo da moltiplicare, almeno duplicare, gli effetti dello stanziamento
\n- puntare alla riduzione del rischio per le vite umane, attraverso il rafforzamento sia delle abitazioni private, sia delle strutture pubbliche strategiche essenziali per la gestione delle emergenze, sia delle infrastrutture individuate nei piani di emergenza, limitando gli interventi alle zone a più elevata pericolosità (classificate in zona 1 e 2) e alle strutture più vulnerabili.
\nL’attivazione o meno degli interventi sul patrimonio edilizio privato per la prima annualità è stabilita dalle singole Regioni, in relazione alle priorità che la politica regionale di prevenzione ritiene di applicare.
\nLa ripartizione delle risorse tra le Regioni è stata indicata con il decreto del Capo Dipartimento del 10 dicembre 2010.
Azioni finanziate
\nStudi di microzonazione sismica
\nInterventi su edifici pubblici e privati
\nAltri interventi urgenti e indifferibili
Per gli interventi su edifici ed opere pubbliche ed edifici privati, con l’opcm 3907 sono stati stanziati 34 milioni di euro, ripartiti tra le diverse Regioni in base all’indice di rischio. Alle Regioni è attribuito il compito di selezionare gli interventi.
\nGli interventi ammessi sono quelli di rafforzamento locale o miglioramento sismico o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione. I contributi previsti per gli interventi non vengono concessi per edifici posti in aree a rischio idrogeologico molto elevato (zona R4), né per ruderi o edifici abbandonati, o realizzati in violazione delle norme, e neanche per edifici “moderni” realizzati o adeguati dopo il 1984, a meno che la classificazione sismica non sia stata successivamente variata in senso sfavorevole.
\nPer gli edifici pubblici (lettera b) le Regioni predispongono i programmi per la realizzazione degli interventi, sentiti i Comuni interessati, e li comunicano al Dipartimento della Protezione Civile. Per gli edifici privati (lettera c), per la sola annualità 2010, gli interventi non sono stati resi obbligatori, ma è stata data alle Regioni l'opportunità di destinare a questi una quota parte del finanziamento complessivo (lettera b e c).
\nLe Regioni, d’intesa con i Comuni, individuano i comuni su cui attivare i contributi. I Comuni predispongono i bandi e registrano le richieste di contributo per poi trasmetterle alle Regioni che devono redigere una graduatoria di priorità, tenendo conto dei seguenti elementi: tipo di struttura, anno di realizzazione, occupazione giornaliera media, classificazione sismica e pericolosità sismica. Le richieste sono ammesse a contributo fino all’esaurimento delle risorse ripartite. I Comuni devono pubblicizzare l’iniziativa mediante affissione del bando sull’albo pretorio e sul sito web del Comune dando informazioni ai cittadini sui tempi e sulla modalità di partecipazione.
\nPer il 2010 solo la Regione Marche ha aderito a questa opportunità, attivando la linea di finanziamento.
\nAl fine di monitorare lo stato di attuazione di tali interventi da parte del Dipartimento della Protezione Civile e delle Regioni, è stata predisposta una piattaforma web-gis (MePP11), che le Regioni possono raggiungere al link: http://egeos.eucentre.it/articoloundici/web/articoloundici
\nIl supporto e il monitoraggio a livello nazionale degli interventi sul patrimonio pubblico e privato è realizzato dal Tavolo Tecnico interistituzionale, istituito con Decreto del Capo del Dipartimento del 16/7/2014 e modificato in data 06/06/2018. Esso comprende rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile, delle Regioni e dell’ANCI. Opera a titolo gratuito presso il Dipartimento della Protezione Civile.
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\r\nGli interventi ammessi sono quelli di rafforzamento locale o miglioramento sismico o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione. I contributi previsti per gli interventi non vengono concessi per edifici posti in aree a rischio idrogeologico molto elevato (zona R4), né per ruderi o edifici abbandonati, o realizzati in violazione delle norme, e neanche per edifici “moderni” realizzati o adeguati dopo il 1984, a meno che la classificazione sismica non sia stata successivamente variata in senso sfavorevole.
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\r\nPer gli edifici pubblici (lettera b) le Regioni predispongono i programmi per la realizzazione degli interventi, sentiti i Comuni interessati, e li comunicano al Dipartimento della Protezione Civile. Per gli edifici privati (lettera c), per la sola annualità 2010, gli interventi non sono stati resi obbligatori, ma è stata data alle Regioni l'opportunità di destinare a questi una quota parte del finanziamento complessivo (lettera b e c).
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\r\nLe Regioni, d’intesa con i Comuni, individuano i comuni su cui attivare i contributi. I Comuni predispongono i bandi e registrano le richieste di contributo per poi trasmetterle alle Regioni che devono redigere una graduatoria di priorità, tenendo conto dei seguenti elementi: tipo di struttura, anno di realizzazione, occupazione giornaliera media, classificazione sismica e pericolosità sismica. Le richieste sono ammesse a contributo fino all’esaurimento delle risorse ripartite. I Comuni devono pubblicizzare l’iniziativa mediante affissione del bando sull’albo pretorio e sul sito web del Comune dando informazioni ai cittadini sui tempi e sulla modalità di partecipazione.
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\r\nPer il 2010 solo la Regione Marche ha aderito a questa opportunità, attivando la linea di finanziamento.
Al fine di monitorare lo stato di attuazione di tali interventi da parte del Dipartimento della Protezione Civile e delle Regioni, è stata predisposta una piattaforma web-gis (MePP11), che le Regioni possono raggiungere al link: http://egeos.eucentre.it/articoloundici/web/articoloundici
\r\n\r\nIl supporto e il monitoraggio a livello nazionale degli interventi sul patrimonio pubblico e privato è realizzato dal Tavolo Tecnico interistituzionale, istituito con Decreto del Capo del Dipartimento del 16/7/2014 e modificato in data 06/06/2018. Esso comprende rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile, delle Regioni e dell’ANCI. Opera a titolo gratuito presso il Dipartimento della Protezione Civile.
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\nÈ compito delle Regioni proporre gli interventi da finanziare, mentre il Dipartimento, attraverso la commissione istituita con il decreto del Capo Dipartimento del 6 luglio 2011, si occupa di istruire le richieste delle Regioni e perfezionare la graduatoria per l’assegnazione del contributo.
\nCon il Decreto del Capo Dipartimento del 29 dicembre 2011 sono stati assegnati i fondi per gli interventi inseriti nella graduatoria, per un totale di poco meno di 3 milioni di euro.
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\r\nÈ compito delle Regioni proporre gli interventi da finanziare, mentre il Dipartimento, attraverso la commissione istituita con il decreto del Capo Dipartimento del 6 luglio 2011, si occupa di istruire le richieste delle Regioni e perfezionare la graduatoria per l’assegnazione del contributo.
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\r\nCon il Decreto del Capo Dipartimento del 29 dicembre 2011 sono stati assegnati i fondi per gli interventi inseriti nella graduatoria, per un totale di poco meno di 3 milioni di euro.
L’ordinanza destina 4 milioni di euro, ripartiti tra le diverse Regioni, per gli studi di microzonazione sismica, almeno di livello 1.
\nIl documento tecnico di riferimento per la realizzazione degli studi è rappresentato dagli “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica - Icms\", approvati il 13 novembre 2008 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
\nPer supportare e monitorare a livello nazionale gli studi l'ordinanza istituisce a livello interistituzionale una Commissione Tecnica che opera a titolo gratuito presso il Dipartimento della Protezione Civile.
\nI contributi destinati alle Regioni per lo svolgimento degli studi di microzonazione sismica sono definiti in funzione dell'indice di rischio calcolato e sono ripartiti tra i Comuni in base alla popolazione residente sul territorio comunale al 1 dicembre 2010, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’opcm 3907.
L’adesione delle Regioni alla realizzazione delle indagini di microzonazione sismica è stata pressoché generale. Dopo l’emanazione dell’ordinanza, inoltre, come richiesto, le Regioni hanno legiferato per recepire nella pianificazione urbanistica le indagini di microzonazione sismica, vincolando l’approvazione dei piani alla preventiva realizzazione e valutazione degli studi di MS.
\nCiò costituisce un balzo in avanti significativo della cultura della prevenzione, poiché restituisce alla conoscenza del territorio quel ruolo fondamentale che deve avere nella fase di pianificazione. Inoltre, tutte le Regioni, come previsto dall’ordinanza, hanno adottato gli standard previsti dagli Icms e gli standard di rappresentazione e archiviazione informatica individuati e definiti dalla Commissione tecnica.
\n","value":"L’ordinanza destina 4 milioni di euro, ripartiti tra le diverse Regioni, per gli studi di microzonazione sismica, almeno di livello 1.
\r\nIl documento tecnico di riferimento per la realizzazione degli studi è rappresentato dagli “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica - Icms\", approvati il 13 novembre 2008 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
\r\nPer supportare e monitorare a livello nazionale gli studi l'ordinanza istituisce a livello interistituzionale una Commissione Tecnica che opera a titolo gratuito presso il Dipartimento della Protezione Civile.
\r\nI contributi destinati alle Regioni per lo svolgimento degli studi di microzonazione sismica sono definiti in funzione dell'indice di rischio calcolato e sono ripartiti tra i Comuni in base alla popolazione residente sul territorio comunale al 1 dicembre 2010, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’opcm 3907.
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\r\nL’adesione delle Regioni alla realizzazione delle indagini di microzonazione sismica è stata pressoché generale. Dopo l’emanazione dell’ordinanza, inoltre, come richiesto, le Regioni hanno legiferato per recepire nella pianificazione urbanistica le indagini di microzonazione sismica, vincolando l’approvazione dei piani alla preventiva realizzazione e valutazione degli studi di MS.
Ciò costituisce un balzo in avanti significativo della cultura della prevenzione, poiché restituisce alla conoscenza del territorio quel ruolo fondamentale che deve avere nella fase di pianificazione. Inoltre, tutte le Regioni, come previsto dall’ordinanza, hanno adottato gli standard previsti dagli Icms e gli standard di rappresentazione e archiviazione informatica individuati e definiti dalla Commissione tecnica.
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\nIn occasion of L'Aquila earthquake of 6 April 2009, these type of situations were found both in the municipal territory of L'Aquila and in some distant municipalities, such as S.Pio delle Camere, the fraction of Castelnuovo (about 30 km SE of the epicentre). The quality of buildings definitely plays a major role in the damage entity, but often causes are linked to the local seismic dangerousness, determined also by the different earthquake propagation, or by the instability of the soil.
These considerations are part of the studies of Seismic Microzonation (SM), though which it is possibile to pick out and characterize stable areas, stable areas susceptible to local amplification and areas subject to instability, such as landslides, surface fractures and soil liquefaction.
\nHistorical studies of Seismic Microzonation
\nIssues handled in the studies of Seismic Microzonation have had a strong development at scientific level over the last 40 years, although the importance of characteristics of resistance and soil seismic stability was highlighted also in the past. Starting from XVIII century, with the rise of the Enlightenment vision of natural phenomena, it was clear to experts that local conditions of foundation soils considerably affected the earthquake effects. Even one cenrury ago, informative criteria of the Technical Regulations approved with royal decree on 18 April 1909, no. 193, following the catastrophic earthquake of Messina and Reggio Calabria of 1908, reported the prohibition of new constructions and reconstructions “on soil above or close to ruptures, loose or o apt to fall, or to communicate to buildings vibrations and stresses depending on different geological constitution or different resistance of the single parts”.
\nInternationally, a 1969 study by American scholars of the 1957 S. Francisco earthquake pointed out that within the same city, a few hundred meters apart, the same earthquake had caused significantly different shaking depending on the thicknesses and geomechanical characteristics of the soils present in the more superficial layers. Since then, many studies have been carried out on severe earthquakes (e.g., Friuli, 1976; Irpinia, 1980; Mexico City, 1985; Kobe, Japan, 1992; Izmit, Turkey, 1999; San Giuliano di Puglia, 2002), and data have been collected showing how local land characteristics can dramatically alter seismic action.
The objectives of Seismic Microzonation
\nSeismic microzonation studies aim to streamline knowledge about the alterations that seismic shaking can experience on the surface, providing helpful information for land use governance, design, emergency planning, and post-earthquake reconstruction.
In territorial planning, depending on the several scales and levels of intervention, Seismic Microzonation studies are conducted on those areas for which the regulatory framework allows or foresees their use for building or infrastructure purposes, their potential transformation for these purposes, or anticipates their use for civil protection purposes.
\nMS studies are of paramount importance in the planning process to:
\n- direct the selection of areas for new settlements
\n- define allowable interventions in each area
\n- plan investigations and levels of depth
\n- determine guidelines and procedures for intervention in urbanized areas
\n- define priorities for intervention.
All these are the topics of Seismic Microzonation (MS) studies, through which it is possible to identify and qualify stable zones, stable zones susceptible to local amplification, and zones subject to instability, such as landslides, fault surface ruptures, and dynamic soil liquefaction.
\nIn emergency planning, whether at the municipal or provincial level, MS studies allow for better and more informed identification of an emergency plan's strategic elements and civil protection resources in general.
\nAwareness of the possible local effects induced by a seismic event on an area contributes to:
\n- select emergency areas and facilities and strategic buildings in stable areas
\n- identify \"critical\" sections of road and service infrastructure and relevant works for which specific safety evaluations might be needed in the event of a collapse.
In the reconstruction phase, Seismic Microzonation:
\n- contributes to the selection of areas for temporary housing
\n- provides elements to engineers and administrators on the suitability of reconstructing unusable buildings
\n- helps to choose new building areas.
\nIn planning new works or interventions on existing works, Seismic Microzonation studies emphasize the presence of phenomena of possible amplification of shaking linked to the lithostratigraphic and morphological characteristics of the area and phenomena of instability and permanent deformation activated by the earthquake. Seismic Microzonation studies, therefore, can offer relevant elements for the design of works, with different impacts depending on the level of depth and characteristics of the works, addressing the choice of detailed investigations.
The Seismic Microzonation study is a cognitive tool with different potentials, which has different costs depending on the desired level of in-depth study:
\n- level 1 is a preparatory level to the actual MS studies, as it involves a collection of pre-existing data, processed to divide the territory into qualitatively homogeneous micro areas
\n- level 2 introduces the quantitative element associated with the homogeneous zones, using additional and targeted investigations where necessary, and defines an accurate MS map
\n- level 3 provides an MS map with insights into particular issues or areas.
\nWhen deciding on the execution of the study, the utility that can be gained from it should be kept in mind when determining the level of in-depth study to compare it with the costs to be faced. The improved knowledge produced by MS studies can contribute concretely, along with vulnerability and exposure studies, to optimizing resources available for interventions focused on seismic risk mitigation. The technical procedures for the execution and application of MS on the Italian territory are defined by the Guidelines for Seismic Microzonation, \"Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica,\" recently approved by the Civil Protection Department and the Conference of Regions and Autonomous Provinces (MS Working Group, 2008).
After an earthquake, the observation of damages on constructions and infrastructures often highlights substantial differences in different built-up areas, even at short distance among them. In some cases, noteworthy collapses and damages occurred in places lying at great distance from the epicentre.
\r\nIn occasion of L'Aquila earthquake of 6 April 2009, these type of situations were found both in the municipal territory of L'Aquila and in some distant municipalities, such as S.Pio delle Camere, the fraction of Castelnuovo (about 30 km SE of the epicentre). The quality of buildings definitely plays a major role in the damage entity, but often causes are linked to the local seismic dangerousness, determined also by the different earthquake propagation, or by the instability of the soil.
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\r\nThese considerations are part of the studies of Seismic Microzonation (SM), though which it is possibile to pick out and characterize stable areas, stable areas susceptible to local amplification and areas subject to instability, such as landslides, surface fractures and soil liquefaction.
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\r\nHistorical studies of Seismic Microzonation
\r\nIssues handled in the studies of Seismic Microzonation have had a strong development at scientific level over the last 40 years, although the importance of characteristics of resistance and soil seismic stability was highlighted also in the past. Starting from XVIII century, with the rise of the Enlightenment vision of natural phenomena, it was clear to experts that local conditions of foundation soils considerably affected the earthquake effects. Even one cenrury ago, informative criteria of the Technical Regulations approved with royal decree on 18 April 1909, no. 193, following the catastrophic earthquake of Messina and Reggio Calabria of 1908, reported the prohibition of new constructions and reconstructions “on soil above or close to ruptures, loose or o apt to fall, or to communicate to buildings vibrations and stresses depending on different geological constitution or different resistance of the single parts”.
\r\nInternationally, a 1969 study by American scholars of the 1957 S. Francisco earthquake pointed out that within the same city, a few hundred meters apart, the same earthquake had caused significantly different shaking depending on the thicknesses and geomechanical characteristics of the soils present in the more superficial layers. Since then, many studies have been carried out on severe earthquakes (e.g., Friuli, 1976; Irpinia, 1980; Mexico City, 1985; Kobe, Japan, 1992; Izmit, Turkey, 1999; San Giuliano di Puglia, 2002), and data have been collected showing how local land characteristics can dramatically alter seismic action.
The objectives of Seismic Microzonation
\r\nSeismic microzonation studies aim to streamline knowledge about the alterations that seismic shaking can experience on the surface, providing helpful information for land use governance, design, emergency planning, and post-earthquake reconstruction.
In territorial planning, depending on the several scales and levels of intervention, Seismic Microzonation studies are conducted on those areas for which the regulatory framework allows or foresees their use for building or infrastructure purposes, their potential transformation for these purposes, or anticipates their use for civil protection purposes.
\r\nMS studies are of paramount importance in the planning process to:
\r\n- direct the selection of areas for new settlements
\r\n- define allowable interventions in each area
\r\n- plan investigations and levels of depth
\r\n- determine guidelines and procedures for intervention in urbanized areas
\r\n- define priorities for intervention.
All these are the topics of Seismic Microzonation (MS) studies, through which it is possible to identify and qualify stable zones, stable zones susceptible to local amplification, and zones subject to instability, such as landslides, fault surface ruptures, and dynamic soil liquefaction.
\r\n\r\nIn emergency planning, whether at the municipal or provincial level, MS studies allow for better and more informed identification of an emergency plan's strategic elements and civil protection resources in general.
\r\nAwareness of the possible local effects induced by a seismic event on an area contributes to:
\r\n- select emergency areas and facilities and strategic buildings in stable areas
\r\n- identify \"critical\" sections of road and service infrastructure and relevant works for which specific safety evaluations might be needed in the event of a collapse.
In the reconstruction phase, Seismic Microzonation:
\r\n- contributes to the selection of areas for temporary housing
\r\n- provides elements to engineers and administrators on the suitability of reconstructing unusable buildings
\r\n- helps to choose new building areas.
\r\nIn planning new works or interventions on existing works, Seismic Microzonation studies emphasize the presence of phenomena of possible amplification of shaking linked to the lithostratigraphic and morphological characteristics of the area and phenomena of instability and permanent deformation activated by the earthquake. Seismic Microzonation studies, therefore, can offer relevant elements for the design of works, with different impacts depending on the level of depth and characteristics of the works, addressing the choice of detailed investigations.
The Seismic Microzonation study is a cognitive tool with different potentials, which has different costs depending on the desired level of in-depth study:
\r\n- level 1 is a preparatory level to the actual MS studies, as it involves a collection of pre-existing data, processed to divide the territory into qualitatively homogeneous micro areas
\r\n- level 2 introduces the quantitative element associated with the homogeneous zones, using additional and targeted investigations where necessary, and defines an accurate MS map
\r\n- level 3 provides an MS map with insights into particular issues or areas.
\r\nWhen deciding on the execution of the study, the utility that can be gained from it should be kept in mind when determining the level of in-depth study to compare it with the costs to be faced. The improved knowledge produced by MS studies can contribute concretely, along with vulnerability and exposure studies, to optimizing resources available for interventions focused on seismic risk mitigation. The technical procedures for the execution and application of MS on the Italian territory are defined by the Guidelines for Seismic Microzonation, \"Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica,\" recently approved by the Civil Protection Department and the Conference of Regions and Autonomous Provinces (MS Working Group, 2008).