Rischio nucleare. Sei preparato?

Sei Preparato Rischio nucleare

In caso di emergenza, è fondamentale seguire le indicazioni delle Autorità. Nel caso del rischio radiologico e nucleare questo principio è ancora più necessario, tenendo conto che i nostri sensi non percepiscono le radiazioni, che possono invece essere rilevate e misurate con l’uso di strumenti specifici.
Gli incidenti che si verificano negli impianti nucleari possono avere caratteristiche diverse e, in alcuni casi, provocare il rilascio di radiazioni all’esterno della struttura.
In base alla tipologia di incidente, alle sostanze rilasciate, alla distanza dell’impianto dal confine nazionale e alle condizioni meteoclimatiche, le Autorità possono disporre misure diverse per la tutela della salute e dell’ambiente, che tengono conto anche dei dati rilevati dalle reti di monitoraggio della radioattività e dei possibili effetti sulla popolazione.

In particolare, se l’incidente avviene in un impianto che si trova entro i 200 km dai confini nazionali, le Autorità competenti possono dare indicazioni relativamente alle misure dirette (riparo al chiuso e iodoprofilassi) che la popolazione deve adottare.

In caso di incidente grave in una centrale distante oltre 200 km non sono previste misure protettive dirette ma solo misure indirette, quali restrizioni sulla distribuzione e consumo di alimenti e misure di protezione del patrimonio agricolo e zootecnico.

Infine, in caso di incidente in un impianto nucleare extraeuropeo non sono previste misure dirette o indirette data la grande distanza dall’incidente, ma solo misure volte all’assistenza dei connazionali che si trovano nel territorio interessato dall’evento, misure per l’importazione di alimenti e di altri prodotti e misure di controllo della contaminazione personale per chi rientra dalle aree a rischio.

È fondamentale tenersi sempre informati sull’evolversi della situazione e quindi seguire le raccomandazioni fornite dalle Autorità attraverso siti web, profili social, numeri verdi istituzionali e seguire gli aggiornamenti sui mezzi di informazioni nazionali e locali.
In termini generali le misure da adottare riguardano il riparo al chiuso, la iodoprofilassi e il consumo di alimenti.

MISURE DI RIPARO AL CHIUSO

Durante il passaggio della nube le mura degli edifici possono bloccare gran parte della radioattività e minimizzare l’esposizione da inalazione (che potrebbe avvenire anche successivamente al passaggio dalla nube), da sommersione della nube e da suolo contaminato. Orientativamente l’indicazione di riparo al chiuso può durare 48 ore.

Se ci si trova all’aperto:
• evitare qualsiasi sosta all’esterno;
• raggiungere il prima possibile un luogo chiuso;
• portare al riparo le persone più vicine fisicamente, con particolare riguardo a bambini e soggetti fragili, e i propri animali domestici;
• non andare a prendere i bambini, se sono a scuola, salvo diversa indicazione da parte dell’istituto scolastico o dell’Autorità: sono già in un riparo sicuro.

Se ci si trova in luogo chiuso:
• è possibile consumare acqua potabile e alimenti presenti nella propria abitazione salvo diversa indicazione da parte delle Autorità;
• non mangiare alimenti esposti all’aria aperta, in particolare prodotti di orti o giardini;
• non lasciare la propria abitazione o il luogo di lavoro;
• chiudere porte e finestre;
• spegnere gli impianti di aria condizionata e i sistemi di presa d’aria esterna;
• chiudere i camini, se possibile;
• spostarsi in un locale seminterrato o interrato, se possibile;
• usare il telefono o il cellulare solo in caso di stretta necessità;
• se si deve necessariamente uscire, non lasciare parti del corpo scoperte e indossare mascherina, berretto e guanti.

Se si rientra nella propria abitazione o altro edificio dopo essere stati all’aperto:
• togliere i vestiti e le scarpe;
• mettere gli abiti dismessi in un sacchetto di plastica e chiuderlo bene;
• porre il sacchetto fuori dalla portata di persone e animali o in una stanza separata, per evitare la contaminazione radioattiva dell’abitazione;
• fare una doccia e lavare il corpo con acqua e sapone, in particolare parti esposte come capelli e mani;
• se non è possibile fare una doccia, lavare comunque con acqua e sapone occhi, orecchie e bocca nel giro di alcuni minuti dal contatto. Un semplice getto d’acqua sul corpo non è sufficiente;
• fare attenzione a non irritare o ferire la pelle lavandosi;
• indossare vestiti puliti.

MISURE SANITARIE DI PROTEZIONE (IODOPROFILASSI)

In caso di rilascio di iodio radioattivo nell’atmosfera, le Autorità per la salute pubblica possono attivare la distribuzione di compresse di ioduro di potassio (iodoprofilassi) alla popolazione maggiormente a rischio con l’obiettivo di proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo.
La somministrazione di iodio è presa in considerazione solo nel caso di incidenti gravi a impianti nucleari vicini al confine italiano e solo per alcune fasce di età e specifici gruppi della popolazione. Diversamente, l’assunzione di ioduro di potassio può essere inutile e dannosa. I cittadini non devono acquistare, preventivamente, le compresse di ioduro di potassio la cui vendita è tra l’altro regolamentata.

Lo ioduro di potassio deve essere assunto da:
• neonati/bambini;
• adolescenti;
• popolazione tra i 18 e 40 anni;
• donne incinte o che allattano.

Gli adulti con più di 40 anni, in base ai dati attualmente disponibili, traggono minore beneficio dall’assunzione di iodio stabile.
La distribuzione delle pasticche di ioduro di potassio sarà attivata sulla base dei criteri stabiliti dal Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari; pertanto, si raccomanda di seguire le indicazioni delle Autorità che gestiscono l’emergenza attraverso i canali ufficiali di informazione.

MISURE DI RESTRIZIONE ALIMENTARE

Nelle aree in cui si attuano il riparo al chiuso e la iodoprofilassi sarà disposto il divieto cautelativo di consumo, produzione e commercializzazione di alimenti di uso locale, così come le misure per la protezione del patrimonio zootecnico.
La popolazione dovrà informarsi sulle indicazioni date sul consumo degli alimenti, che possono riguardare:

• il consumo esclusivo di alimenti confezionati, protetti dalla radioattività, la cui filiera agroalimentare è tracciabile;
• il divieto di consumare prodotti provenienti dagli orti locali o verdure fresche;
• il divieto di consumo del latte;
• le restrizioni, previste da ordinanze o avvisi comunali, sul consumo d’acqua potabile che di solito si beve in casa.

La radioattività rilasciata a seguito di un incidente nucleare si sposta nell’ambiente – non è circoscrivibile a territori limitati e non può essere contenuta entro aree determinate – e in parte si deposita a terra, soprattutto in caso di pioggia, causando la contaminazione del suolo.
La radioattività presente nel terreno viene assorbita dalle piante attraverso foglie e radici ed entra così nella catena alimentare provocando un’esposizione da ingestione. Il consumo di cibo contaminato può determinare un aumento dell’esposizione alle radiazioni, con conseguenti rischi per la salute.
Per questo motivo nelle aree più contaminate, individuate attraverso le attività di monitoraggio, sono previste contromisure alimentari.

Le Autorità che gestiscono l’emergenza – anche attraverso le proprie reti di monitoraggio e i propri laboratori per il campionamento e l’analisi di matrici ambientali e alimentari – esaminano i prodotti agricoli e le derrate per l’alimentazione umana e animale per verificarne l’eventuale contaminazione.

È quindi importante seguire le indicazioni fornite dalle Autorità competenti e attenersi alle eventuali misure restrittive sul consumo di cibi e bevande.
Le Autorità possono, inoltre, prevedere il blocco delle importazioni di generi alimentari dal Paese colpito dall’emergenza.

La popolazione dovrà informarsi sulle indicazioni che vengono date sul consumo degli alimenti, e che possono riguardare:
• il consumo esclusivo di alimenti confezionati, protetti dalla radioattività, la cui filiera è tracciabile;
• il divieto di consumare prodotti provenienti da orti locali o verdure fresche;
• il divieto di consumo del latte;
• le restrizioni, previste da ordinanze o avvisi comunali, sul consumo d’acqua potabile che di solito si beve in casa;
• il ritiro dal commercio e il divieto della vendita di prodotti.

Sulla base del monitoraggio le Autorità possono fornire alla popolazione indicazioni che possono variare nel tempo con l’evolversi dello scenario e dei territori interessati.
Si raccomanda di seguire sempre le indicazioni fornite dalle Autorità anche nella fase di rientro alla normalità, che prevede la valutazione del livello di contaminazione e l’avvio delle azioni di bonifica dei territori contaminati.

Saranno le Autorità a fornire indicazioni sulla possibilità di interrompere le misure e sul termine dell’emergenza.