Il Piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate nell'area del bradisismo dei Campi Flegrei

Il decreto-legge n.140 del 12 ottobre 2023 ha definito misure urgenti per fronteggiare gli effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico nell’area flegrea, nel territorio di alcuni comuni o parti di comuni della Città metropolitana di Napoli, anche con il ricorso a procedure semplificate e ad altre disposizioni di accelerazione.
In particolare, per la zona di intervento dei Campi Flegrei, l’art. 2 ha previsto un Piano straordinario con l’obiettivo di supportare le strategie di riqualificazione sismica e individuare le priorità di intervento sul patrimonio edilizio. Il Piano è stato approvato con Decreto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare il 26 febbraio 2024.
Il coordinamento delle attività è stato affidato al Dipartimento della Protezione Civile e l’attuazione alla Regione Campania, alla Città metropolitana di Napoli, ai Comuni di Bacoli, Napoli e Pozzuoli, al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, con il supporto tecnico-scientifico dei Centri di Competenza della Protezione Civile.
Inoltre, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 luglio 2024, è stato nominato un Commissario straordinario di governo per la riqualificazione sismica dell’edilizia pubblica e per assicurare la funzionalità delle infrastrutture di trasporto e degli altri servizi essenziali e prioritari.
Il Piano ha previsto le seguenti quattro linee di attività.
La misura ha previsto uno studio di microzonazione sismica di livello 3, che rappresenta il livello maggiore di approfondimento previsto dagli standard nazionali per tale tipologia di studio ed è finalizzato a valutare in modo quantitativo gli effetti locali dell'azione sismica, con specifici approfondimenti su tematiche o aree particolari.
Come si è svolta. Le indagini costituiscono la base conoscitiva per l’elaborazione dello studio di microzonazione sismica, fondamentale per approfondire le conoscenze della geologia nell’area flegrea e migliorare la comprensione degli effetti amplificativi del sisma e delle instabilità attivate dal sisma (come frane, liquefazioni).
La campagna di indagini ha previsto l’esplorazione del sottosuolo a basse profondità, utilizzando tecniche poco invasive: i sondaggi realizzati, infatti, hanno avuto un diametro piccolo (12 cm) e hanno interessato profondità contenute (circa 30 m), non interferendo con le normali attività della cittadinanza. Ulteriori indagini si sono, invece, limitate a misure di superficie.
Chi è stato coinvolto. Il Piano straordinario ha assegnato:
- alla Regione Campania, il compito di affidare l’incarico per eseguire le indagini geotecniche e geofisiche nel territorio dei tre comuni ricompresi nella zona di intervento;
- ai Comuni, il compito di affidare a qualificati professionisti esterni la redazione degli studi di terzo livello di microzonazione sismica, sulla base di un Piano di indagini predisposto dal CNR-IGAG in collaborazione con l’INGV;
- ai Centri di competenza CNR-IGAG e INGV, le attività di monitoraggio, coordinamento e verifica della qualità degli studi, l’esecuzione di indagini e/o elaborazioni di particolare difficoltà tecnica.
Sono stati destinati all’attuazione della misura 1,5 milioni di euro.
Stato di attuazione.
- Aprile 2025: concluse le indagini di particolare complessità a cura del CNR-IGAG e dell’INGV;
- Settembre 2025: l’impresa (aggiudicataria dell’appalto indetto dalla Regione Campania) ha avviato le indagini sul territorio;
- Marzo 2026: concluse le indagini geognostiche;
- Aprile 2026: terminata l’elaborazione dei dati relativi alle indagini eseguite;
- In corso: trasferimento delle informazioni ai professionisti incaricati dai Comuni per il completamento degli studi.
La conclusione delle attività è fissata entro l’anno 2026.
Il Piano straordinario ha previsto diverse fasi ricognitive e di approfondimento, attraverso sopralluoghi tecnici, con l’obiettivo di valutare la vulnerabilità degli edifici privati.
A queste attività hanno collaborato i Centri di competenza del Dipartimento: il Centro Studi PLINIVS per lo svolgimento della prima fase e il Consorzio ReLUIS per le fasi successive.
Come si è svolta e soggetti coinvolti. La misura ha previsto una prima ricognizione speditiva attraverso una scheda realizzata dal Centro Studi PLINIVS e, a seguire, una ulteriore ricognizione di dettaglio, elaborata con la scheda CARTIS-comparto, messa a punto dal Consorzio ReLUIS.
I dati raccolti con scheda PLINIVS, attraverso sopralluoghi tecnici svolti dall’esterno degli edifici, hanno consentito l’elaborazione di una mappa di vulnerabilità areale della zona di intervento, sulla base della quale sono stati programmati i successivi sopralluoghi di approfondimento anche all’interno degli edifici. I dati e le informazioni raccolte durante la ricognizione areale sono stati organizzati in grafici interattivi attraverso una dashboard dedicata che illustra le caratteristiche più rappresentative del patrimonio edilizio privato analizzato.
Successivamente è stato previsto un approfondimento di dettaglio delle caratteristiche del singolo edificio che si è svolto, su richiesta dei cittadini, attraverso la scheda CARTIS-edificio. Con i dati raccolti è stata elaborata dal Consorzio ReLUIS la vulnerabilità di ogni singolo edificio mediante apposite procedure semplificate, che non hanno il valore di verifica sismica ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni. Gli edifici, pertanto, sono stati classificati in 7 fasce di vulnerabilità che vanno da A+ (vulnerabilità molto bassa) a F (vulnerabilità molto alta). Al termine dell’attività, gli esiti delle elaborazioni per ciascun edificio sono stati notificati dai Comuni ai proprietari degli edifici.
Al Consorzio ReLUIS sono stati affidati anche il rilievo speditivo delle cortine edilizie - ovvero del sistema degli elementi che compongono l’involucro edilizio (ad esempio, intonaci, cornicioni, frontalini) - degli edifici prospicienti alcune vie di fuga per il rischio vulcanico e la redazione di un piano di mitigazione con la quantificazione dei costi di intervento.
Sono stati destinati all’attuazione della misura 3,5 milioni di euro.
L’esito di vulnerabilità elaborato a partire dai dati raccolti con scheda CARTIS-edificio è stato funzionale a consentire ai proprietari l’accesso ai contributi per la realizzazione degli interventi di riqualificazione sismica resi disponibili dalla legge di bilancio 2025, secondo le specifiche attuative del Decreto del Ministro della Protezione civile e le Politiche del mare del 12 novembre 2025. In particolare, sono stati stanziati 100 milioni di euro (20 milioni di euro per ciascuna delle annualità dal 2025 al 2029) per gli interventi di riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio privato nella zona intervento.
Stato di attuazione
- Giugno 2024: conclusi i sopralluoghi con scheda PLINIVS per un totale di 5.118 edifici;
- Marzo 2025: pubblicata la mappa areale della vulnerabilità della zona di intervento e contestualmente attivata la piattaforma informatica per la presentazione da parte dei cittadini delle istanze di sopralluogo di approfondimento conoscitivo con CARTIS-edificio;
- Settembre 2025: concluse le indagini di approfondimento conoscitivo con CARTIS-edificio all’interno degli edifici oggetto di istanza;
- Luglio-novembre 2025: completata la valutazione della vulnerabilità per gli edifici oggetto di sopralluogo CARTIS-edificio (1.167 esiti di vulnerabilità elaborati dal Consorzio ReLUIS) e successiva notifica degli stessi ai proprietari;
- Dicembre 2025: consegnati ai Comuni i risultati delle analisi della vulnerabilità delle cortine prospicienti le vie di fuga per un totale di 12,4 km esaminati;
- Marzo 2026: elaborato dal Consorzio ReLUIS il Piano di mitigazione e quantificazione dei costi di intervento per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici oggetto di approfondimento conoscitivo con scheda CARTIS-edificio.
Dal mese di gennaio 2026, come stabilito dal decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi”, convertito con L. n. 26/2026, il Dipartimento è incaricato di supportare i Comuni nel monitoraggio degli interventi realizzati tramite il contributo per la riduzione della vulnerabilità sismica.
La misura relativa alla vulnerabilità degli edifici pubblici ha avuto l’obiettivo di analizzare la vulnerabilità del patrimonio edilizio pubblico nell’area flegrea e di attuare un primo piano di interventi di mitigazione del rischio sismico.
La strategia ha previsto due azioni principali: l’esecuzione di verifiche tecniche, secondo le indicazioni contenute nelle Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC 2018), e la realizzazione di interventi strutturali per la riduzione della vulnerabilità.
Con l’entrata in vigore del decreto-legge n. 91/2024 (confluito nel dl n. 76/2024, convertito nella legge n. 111 dell'8 agosto 2024), le competenze per la realizzazione degli interventi strutturali sono state trasferite al Commissario Straordinario per gli interventi nell’area Campi Flegrei. La priorità di intervento è stata assegnata agli edifici strategici e rilevanti, con particolare attenzione alle scuole e alle strutture che ospitano minori.
Come si è svolta. Le attività sono state suddivise in quattro fasi operative:
- Definizione del quadro conoscitivo: censimento degli edifici pubblici ricadenti nella zona di intervento;
- Programma di verifiche tecniche: esecuzione da parte degli enti coinvolti delle verifiche tecniche secondo le indicazioni delle NTC 2018 per gli edifici non ancora in possesso di questa verifica;
- Primo programma di interventi: realizzazione di un primo programma di interventi strutturali di riduzione della vulnerabilità sismica che include gli edifici già dotati di verifica tecnica;
- Secondo programma di interventi: realizzazione di un secondo programma di interventi da avviare all’esito delle nuove verifiche tecniche condotte dagli enti.
Chi è stato coinvolto. Il coordinamento delle attività è stato affidato al Dipartimento della Protezione Civile, mentre l’attuazione è stata affidata a Regione Campania, alla Città Metropolitana di Napoli, ai Comuni della zona di intervento e al Ministero delle Infrastrutture - Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata. A questa attività ha collaborato anche il Commissario Straordinario e, per l’istruttoria delle verifiche tecniche, il Consorzio ReLUIS.
Sono stati destinati all’attuazione della misura 40 milioni di euro, di cui 35,93 milioni di euro sono stati trasferiti nella contabilità speciale del Commissario Straordinario per l’attuazione degli interventi.
Stato di attuazione
- Aprile-Giugno 2024: definizione del quadro conoscitivo degli edifici pubblici da parte degli enti competenti che ha permesso di censire complessivamente 227 edifici, di cui il 44% è risultato privo di verifica sismica;
- Luglio 2024: approvazione del primo programma di interventi da parte degli enti coinvolti e trasferimento dello stesso al Commissario Straordinario per la loro attuazione;
- Maggio 2026: trasferimento al Commissario di una prima tranche di verifiche sismiche, realizzate dagli enti con i fondi del DL, per accelerare la programmazione di ulteriori interventi;
- In corso: completamento delle ulteriori verifiche tecniche.
Il monitoraggio sismico e delle strutture ha l’obiettivo di migliorare le conoscenze della sismicità locale e del suo impatto al suolo e sugli edifici.
La misura si è articolata in diverse fasi finalizzate ad acquisire dati di dettaglio, attraverso il potenziamento delle reti di monitoraggio dello scuotimento del suolo (Rete Accelerometrica INGV e RAN-Rete Accelerometrica nazionale) e delle reti di monitoraggio strutturale degli edifici (OSS-Osservatorio Sismico delle Strutture). Il supporto tecnico scientifico per l’attuazione di questa misura è stato affidato ai Centri di competenza INGV e CNR-IGAG.
Come si è svolta e soggetti coinvolti. Il programma di implementazione si è articolato nei seguenti tre punti:
- potenziamento della Rete Accelerometrica INGV - Osservatorio Vesuviano (OV). La rete INGV disponeva di 28 stazioni sismiche permanenti distribuite nell’area flegrea ed è stata potenziata, tra il 2024 e il 2025, con l’installazione di 5 ulteriori stazioni multi-parametriche;
- potenziamento della Rete Accelerometrica nazionale (RAN), gestita dal Dipartimento della Protezione Civile, che conta un totale di 18 postazioni, di cui 6 sono state installate nel 2024;
- potenziamento dell’OSS-Osservatorio Sismico delle Strutture, gestito dal Dipartimento della Protezione Civile, che contava già 4 sistemi nella zona di intervento ed è stato potenziato con ulteriori 2 stazioni presso due scuole.
Sono stati destinati all’attuazione della misura 200.000 euro.
Stato di attuazione.
- Marzo 2024: concluse le attività di installazione di 6 postazioni della Rete Accelerometrica nazionale (RAN);
- Ottobre 2025: concluse le attività di installazione di ulteriori 2 stazioni OSS, per un totale di 6 stazioni;
- Ottobre 2025: concluse le operazioni di installazione di 5 ulteriori stazioni multi-parametriche della rete INGV-OV.
